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Sani come un Ginkgo

Non molti sanno che in tante città italiane sono presenti magnifici alberi di Ginkgo biloba, alberi ornamentali che in autunno si ricoprono di foglie dorate. A Firenze ci sono Ginkgo biloba in piazze e parchi come in Piazzale Michelangelo e alle cascine. Il Ginkgo Biloba è una pianta fossile vivente antichissima che risale a circa duecento milioni di anni fa quando esistevano solo felci e ed equiseti. Se pensiamo che la media di durata di una specie vivente è di circa cinque milioni di anni, possiamo dire che il Ginkgo è davvero una pianta longeva caratterizzata da una grande resistenza; dopo l’esplosione della bomba atomica a Hiroshima solo un albero di Ginkgo è riuscito a sopravvivere. Per questi motivi è detto albero della longevità. Questa pianta è dotata di una grande capacità di sopravvivere al freddo, alla siccità ed all’inquinamento atmosferico. E’ l’albero simbolo della città di Tokio. Come morfologia raggiunge un’altezza di 30-40 metri, con tronco argenteo e foglie decidue dalla caratteristica forma a ventaglio, bilobata da cui deriva il suo nome.

Il Ginkgo biloba però oltre ad essere un albero longevo e resistente e’ anche una preziosa fonte di principi medicinali in grado di curare molte patologie .

Dalle foglie del Ginkgo si ottengono degli estratti che contengono numerose sostanze attive tra cui: i glucosidi flavonoidici e derivati terpenici come i ginkgolidi (A,B,C,M,J) e i bilobalidi. La loro azione è complessa ma principalmente si può così riassumere:

  • Riduzione degli spasmi arteriolari.

  • Miglioramento degli scambi capillari.

  • Effetto antiossidante.

  • Miglioramento della fluidità del sangue grazie all’inibizione del fattore aggregante piastrinico, svolgendo un’azione simile all’aspirinetta.

  • Attività nootropa cioè di sostegno e miglioramento della funzione cerebrale.

Negli ultimi anni sono stati pubblicati numerosi studi che confermano l’utilità degli estratti di Ginkgo biloba nella prevenzione e nel trattamento di forme iniziali di morbo di Alzheimer e di altre forme di demenza. Considerando la scarsità di farmaci efficaci in queste patologie e la minima presenza di effetti collaterali, questa pianta può rappresentare davvero una preziosa risorsa in queste malattie. Contrariamente a quello che si pensa però anche con gli estratti di Ginkgo biloba si deve essere molto rigorosi e precisi nell’indicare la titolazione in flavonoidi ed in ginkgolidi, nella dose esatta da prescrivere e nella purezza degli estratti. Infatti bisogna essere sicuri che siano depurati dagli acidi ginkgolici ( o anacardici) che possono dare fenomeni di tossicità ed allergia.

Quindi il consiglio è sempre quello di affidarsi a medici esperti in Fitoterapia, in grado di prescrivere la pianta medicinale giusta per quel paziente escludendo possibili interferenze farmacologiche.

Dr.Andrea Baroncini

Medico chirurgo, odontoiatra, perfezionato in Fitoterapia.


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